Storia di San Giuda Taddeo

Preghiera a san Giuda Taddeo, Apostolo
(con approvazione ecclesiastica Vicariato di Roma 2016)
Signore Gesù Cristo, Maestro e Redentore,
hai voluto san Giuda Taddeo nella comunità dei tuoi Apostoli, lo hai chiamato “tuo amico” (Gv 15, 15), lo hai inviato pellegrino nel mondo quale messaggero del tuo Volto. Per sua intercessione anche noi ti preghiamo: «Fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi» (Sal 80, 4).
«Sia su di noi la tua grazia» (Sal 32, 22) quando ci troviamo a non avere più speranza, quando prendono il sopravvento le difficoltà della vita, quando ci sembra impossibile una salvezza dal dolore, dalla prova, dal peccato, e ci sentiamo lontani da Te.
Per la preghiera confidente, pura e potente del tuo Apostolo Giuda Taddeo, “uomo dal grande cuore”, ci affidiamo a Te, Signore, vero uomo e vero Dio. Custodisci la nostra vita, la nostra vocazione cristiana, la nostra capacità di sperare, di credere e di amare.
«Da te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.
Rialzaci Signore, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi» (Sal 80, 20).
Amen.

 

Nato a Nazareth, in Galilea, da Alfeo e da Maria di Cleofe. Suo padre Alfeo era fratello di San Giuseppe e sua madre cugina di Maria Santissima. Perciò Giuda Taddeo era cugino di Gesù, sia da parte di padre che da parte di madre. Alfeo (Cleofa) era uno dei discepoli a cui Gesù apparve nel cammino di Emmaus il giorno della risurrezione. Maria Cleofa era una delle pie donne che avevano seguito Gesù fin dalla Galilea e che rimasero ai piedi della croce, nel Calvario, insieme a Maria Santissima. 

Giuda Taddeo aveva quattro fratelli: Giacomo, Giuseppe, Simone e Maria Salome. Uno di essi, Giacomo, fu anche lui chiamato da Gesù per essere apostolo.

Giuda, soprannominato Taddeo "Thad" che significa "dolce, misericordioso, amabile, generoso" e "Lebbeo", coraggioso, era quindi della stirpe regale di Davide e cugino di Gesù. Quasi coetaneo del Salvatore, San Giuda trascorse con Lui la sua infanzia.
Animo generoso e sensibilissimo, dallo sguardo penetrante e dal sorriso dolce e amabile come quello di Gesù, di bell'aspetto, Giuda fu uno dei primi a ricevere la chiamata ad essere Apostolo; seguì per tutta la vita senza tentennamenti e con eroica fermezza la chiamata del Signore.
La sua esistenza, durante la vita pubblica di Gesù, si confonde con quella degli altri Apostoli.
Con loro segue il Maestro nel Suo viaggiare per le terre palestinesi ed è ancora con loro, accanto a Gesù, nei giorni che precedono la crocifissione. Fu quindi uno dei dodici Apostoli e nell'Ultima Cena domandò a Cristo come mai si fosse manifestato solo agli Apostoli e non a tutto il mondo (Gv. 14,22). E' l'unica frase che il Vangelo riporta di lui e che illumina il suo entusiasmo verso la Parola di Gesù, tanto che vorrebbe fosse conosciuto da tutto il mondo.

Secondo il martirologio romano il campo di azione apostolica di S. Giuda fu vastissimo: evangelizzò prima la Giudea, poi la Mesopotamia ed infine la Persia, portando ovunque il lume della verità.
Fu in una di queste province che l'Apostolo indirizzò ai fedeli una lettera, vergata con stile vivacissimo, per combattere eretici, bestemmiatori, sleali che con le loro false dottrine travisavano le questioni fondamentali della Fede, mentre davano scandalo per le sregolatezze dei loro costumi.
In Persia Giuda Taddeo si ricongiunse con Simone il Cananeo ed insieme evangelizzarono la regione; con i miracoli e con la dottrina convertirono alla Fede quelle nazioni barbare. Gli indovini e gli stregoni del posto, preoccupati e invidiosi, incitarono alla rivolta gli abitanti. Giuda e Simone si rifiutarono di sottomettersi ai loro dei e di fare sacrifici e furono martirizzati.
Alcuni sostengono a colpi di bastone, altri decapitati con la spada, o un'ascia. Si ritiene che il martirio sia avvenuto l'anno 70 d.C. La Chiesa celebra la ricorrenza il 28 Ottobre giorno del loro martirio. I resti mortali dei due Santi Apostoli vennero in seguito trasportati da Babilonia a Roma e depositati nella Basilica di S. Pietro nella cappella laterale di S. Giuseppe (detta anche della Penitenza), a sinistra della Confessione. Purtroppo il nome di San Giuda Taddeo viene spesso dimenticato o confuso con quello del traditore, Giuda Iscariota. La Chiesa e il popolo cristiano lo onora e lo invoca con singolare fiducia fin dal secolo XVIII quale patrono dei casi disperati, degli affari senza rimedio, il Santo degli impossibili.
Dio ha concesso a S. Giuda poteri straordinari ed è specialmente in casi difficili che il suo mirabile aiuto viene esperimentato.
Migliaia di persone invocano quotidianamente il suo intervento e molte loro preghiere sono state esaudite in modo miracoloso, anche quando la domanda sembrava senza speranza.
Qualunque sia la malattia, la povertà e la miseria, l'angustia del cuore e dell'anima, perfino la disperazione, si può ricorrere a questo grande Santo e chiedere la sua potente intercessione.

Lettera di San Giuda Taddeo
Secondo la tradizione ecclesiastica, San Giuda Taddeo è ritenuto l'autore della lettera canonica che porta il suo nome. Tutto indica che questa lettera fu indirizzata agli ebrei cristiani della Palestina, poco dopo la distruzione della città di Gerusalemme, quando la maggior parte degli Apostoli erano già morti. Il breve scritto di San Giuda Taddeo è un severo avvertimento contro i falsi maestri, ed un invito a mantenere la purezza della fede.
Si capisce che "La lettera di San Giuda" fu scritta da un uomo appassionato e preoccupato con la purezza della fede e con la buona reputazione del popolo cristiano. L'autore afferma di aver voluto scrivere una lettera diversa, ma avendo sentito i punti di vista errati di falsi professori della comunità cristiana, scrisse urgentemente questa lettera per avvertire la Chiesa ad essere cauta nel loro riguardo.

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