La nostra storia

La parrocchia è stata eretta il 18 maggio 1960 con il decreto del Cardinale Vicario Clemente Micara "Neminem sane" ed affidata al clero diocesano di Roma. Il territorio, desunto da quello della parrocchia di S. Giovanni Battista De Rossi, fu così determinato entro i seguenti confini: "Via Appia Nuova da Via di Vigna Fabbri fino a Via dell’Almone, che si segue fino alla Marrana della Caffarella - Marrana della Caffarella a destra, fino al vicolo omonimo, che si segue a destra fino ad incontrare la Via Latina - si percorre verso destra la Via Latina, fino a Via di Vigna Fabbri, che si segue fino a Via Appia Nuova".

Il complesso immobiliare, di proprietà della Pont. Opera per la Preservazione della Fede e la provvista di nuove Chiese in Roma, è stato progettato da Giorgio Biuso.


In occasione del Giubileo del 2000 la diocesi di Roma commissiona all’artista Oliviero Rainaldi alcune opere per la chiesa di san Giuda Taddeo:

La decorazione del catino absidale con un’opera composita di mosaico e bassorilievi in gesso, raffigurante il passo del libro dell’Apocalisse dei capitoli 7-9; un altorilievo in gesso e ottone, raffigurante l’Ultima Cena; un bassorilievo in gesso, raffigurante Cristo Risorto, di circa 50 m² di superficie; una statua in gesso, raffigurante una Madonna col Bambino, di 270 cm di altezza.

Entrando in chiesa, sulla destra, si trova la solenne statua  del Santo apostolo, raffigurato come un pellegrino (scalzo e con il bordone) che tiene in mano un panno (piegato più volte) con impresso il volto di Gesù. Questa iconografia fa riferimento al legame tra la predicazione di San Giuda in Asia Minore e il ritrovamento della Sindone.

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